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dicono i veterinari


62 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 12 Nov 2014 19:38:34 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

EGR. SIG  MARCHI, MI DISPIACE PER LA SUA CAGNETTA; SI TRATTA EVIDENTEMENTE DI UN CASO DI
MALASANITA' AGGRAVATO PER DI PIU' DALLA SCARSA DEONTOLOGIA ED ONESTA' INTELLETTUALE  DEL
COLLEGA.
LA NOSTRA  CATEGORIA ( DA SEMPRE POCO CONSIDERATA ) HA FATTO E STA FACENDO PASSI DA GIGANTE
NEGLI ULTIMI ANNI PER RENDERE LA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO SEMPRE PIU' EQUIPARABILE A
QUELLA OFFERTA IN AMBITO UMANO, CON SFORZI ECONOMICI E DI TEMPO DEDICATO CHE CREDO NON
ABBIA FATTO NESSUN'ALTRA CATEGORIA PROFESSIONALE!
GLI ERRORI DI POCHI (SEMPRE TROPPI) NON DEVONO FARLE DIMENTICARE LA PASSIONE E LA DEDIZIONE
CON LA QUALE LAVORA LA MAGGIORANZA DI NOI MEDICI VETERINARI
DISTINTI SALUTI
DOTT xxxxxxxxxxxxxxxx


63  -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Rif: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Fri, 14 Nov 2014 10:56:11 +0100 (ora solare Europa occidentale)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Salve sig Marchi,
sono la dott.sa xxxxxxxxxxxxx, direttore sanitario della clinica veterinaria xxxxxxxxxxxxxx  ero via x un aggiornamento professionale, e ho letto accuratamente la sua storia solo stamane.
Non conoscevo personalmente la vicenda che  è accaduta a lea e a voi come famiglia.  Per fortuna esistono persone come lei, che se pur motivate dalla ricerca di giustizia  e non danaro, si accorgono che la categoria dei veterinari può essere profondamente diversa.
Rispondo rapidamente alle sue domande:
PUNTO 1: gli ordini professionali non sono tutti uguali, ce ne sono di piu rigidi e di meno;
d'altronde sono costituiti da veterinari che prima di tutto sono persone , con più o meno rapporti interpersonali stretti e non...
PUNTO 2: certamente facciamo sottoscrivere un consenso informato
-per la privacy,
-per fare foto-video al suo animale,
-per accettazione dei preventivi per gli interventi chirurgici, in cui si chiedono tre firme a conferma di aver anche capito le procedure che verranno attuate , non solo i costi attinenti tali procedure
-moduli in caso di rinuncia a qlc procedura()anche come sgravio di responsabilità in caso di aggravamento o decesso dell' animale).
Come vede la modulistica non è un problema, specialmente per chi vuole lavorare con standard elevati, non se ne può fare a meno.
PUNTO 3: Se teniamo la cartella clinica? Forse era meglio chiedere fino a quando la teniamo?
Certamente le facciamo e le teniamo: tutti gli esami , le schede cliniche ,le rx digitali, le ecografie, le chiriugie le anestesia (etc etc) vengono registrate nel ns gestionale e tenute per 10 anni ( non ricordo se la legge ci impone 5 o 10 anni). anche se poi vi sono decessi , le cartelle vanno tenute e archiviate. e ci tengo a sottolineare che al momento del pagamento della parcella , siamo obbligati a consegnare tutto quanto ai proprietari che si devono sentire liberi di richiedere ulteriori pareri altrove , con tutto in loro possesso ( ripeto se la parcella è stata correttamente saldata) PUNTO 4: non lo ritengo io dott.ssa gardini, esiste già la legge , bisogna solo attenersi e farla rispettare. e mi permetto di dire che i primi dovrebbero essere proprietari ad esigere determinati trattamenti, non chiedere di pagare senza fattura , non cercare l'intervento al telefono chiedendo soltanto il prezzo della prestazione, ma accertandosi di tutti i servizi accessori che riceverà a fronte di un determinato prezzo...

Con la sua mail ha toccato un punto a me molto caro e che mi fa essere una veterinaria assolutamente NON RICCA, MA FIERA DI QUELLO CHE FACCIO E COME LO FACCIO.
Mi spiego meglio.
Riceviamo quotidianamente telefonate in cui la domanda è la seguente: "scusi quanto costa setrilizzare una cagna da voi?".
Già la domanda è inesatta , perche le sterilizzazioni sono di 2 tipi:
ovariectomia (tolgo solo ovaie) e ovarioisterectomia ( tolgo ovaie e utero) , ovviamente il secondo intervento è più invasivo, più lungo e si traduce in tempi maggiori di anetsesia ,piu materiale in sala operatoria, + tutto, ancHe + costi per il prorietario.
Inoltre queste stesse possono essere fatte con metodo tradizionale o in laparoscopia  inoltre nella domanda non si sa se cucciolo, quanto pesa, come sono le condizioni cliniche generali, ... quindi è impossibile dire solo un unico prezzo.
pertanto rispdiamo che vi sono variabili che vanno valutate insieme conoscendo l'animale con una visita a cui segue una proposta scritta di procedure, che potrebbeero comprendere esami preoperatori, quali esami ( diverso se ho una cagna obesa di 13 anni con la piometra, da una cucciola di 5 mesi e mezzo in perfetta salute),e poi si decide insieme cosa è
meglioper quel cane che non è quello del mio vicino che l ha operato 2 mesi prima!
... infine la nostra risposta è: "CI VENGA A CONOSCERE!" guardi chi siamo, come lavoriamo, come sono i locali dove terremo ricoverata per un gg la sua cagnolina, (pulizia, igiene, riscaldamento, gabbie con comode traverse, pompe infusione), se indossiamo i camici se sono puliti, se mettiamo i guanti sterli in sala operatoria con le mascherine e le cuffie , o entriamo in jaens (senza nulla togliere a questo comodissimo abbigliametto) , etc etc...
Le chiedo ora:
"ma se dovesse far operare suo figlio in pancia, vorrebbe sapere quanto le costa , e chi la opera , in quanti saranno ad assisterlo prima dopo durante l intervento , se l'ospedale è pulito, come saranno i letti in reparto etc etc?" .
Purtroppo la risposta che generalmente vogliono sentirsi dire per i proprio animali  è se l'importo sarà più o meno di quello che gli ha già detto il suo vet, o un altro solo al telefono!!!!!
Finche lo standard richiesto è principalmente quello del prezzo, quello che le è capitato sarà la normalità, di cui poi stupirsi poco se le cose a volte vanno proprio male (e non so se lei ha fatto tutto questo prima dell intervento, e se il suo vet ricade nella categoria veterinari che lavorano così come da me descritto per quello che siamo noi , qui, oppure no,).
Quindi:
1) comprare cuccioli di razza sottocosto ( che sia in internet, o in un negozio) alimenta il traffico illegale di cuccioli, spesso poi malconci (altre spese veterinarie ) o morituri (cioè che dopo poco hanno malattie incurabili e muoiono malissimo).
2) cercare un veterinario solo per il miglior prezzo alimenta il lavorare a discapito di qualità e servizio, e in medicina non si può assolutamente scegliere il low cost!
Spero di aver espresso il mio parere e il nostro modus operandi.
Se è stato seguito da un collega della zona di brescia, probabilmente lei è di quella zona, ma la invito comunque  a venirci a conoscere personalmente.
A presto
dott.ssa xxxxxxxxxxxxx


64 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Sat, 15 Nov 2014 10:01:26 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buongiorno,
se le cose sono state come appaiono dai documenti si tratta di un errore (?) grave da parte del collega. Per essere sanzionabile dall’Ordine si dovrebbe dimostrare la volontarietà (per lucro o altro) nel commettere quell' errore.
Un saluto.
Dr.  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx



65 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 22 Oct 2014 16:15:42 +0200
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

malandrini cosi ce ne sono tanti, non siamo tutti cosi, lo ricordi
con affetto
xxxxxxxxxxxxxxxxx


66 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 12 Nov 2014 12:02:02 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buongiorno Sig. Marchi
sono veramente dispiaciuto per Lea . Naturalmente non esprimerò nessun commento sull'operato del Collega ma penso che la sua vicenda deva essere riesaminata dall'Ordine di Brescia. Nella nostra Clinica (xxxxxxxxxxxxxxxxx di cui sono il Direttore Sanitario) facciamo  firmare sempre un consenso informato e deteniamo per ogni caso una cartella clinica. Sono d'accordo con Lei queste procedure dovrebbero essere obbligatorie per Legge, e credo che lo siano (codice deontologico).
La saluto e la ringrazio per il contatto
Dr. xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
P.S. per ulteriori contatti usi questa mail: xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


67 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Sun, 16 Nov 2014 23:23:53 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Sono sicuramente dispiaciuto  per il decesso della cagnolina ma ritengo giusto non esprimere giudizio in quanto non spetta a me farlo..credo che quotidianamente ogni medico operi con passione e dedizione secondo scienza e coscienza..







68 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 09:13:10 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com


Signor Roberto, grazie per aver contattato anche me al riguardo. Quasi sicuramente il suo cane la piometra non aveva, ma comunque, se lei non aveva intenzione di farla accoppiare, andava sterilizzata, magari non subito , ma andava fatta, Non solo un collega, come riferisce lei, pur di operare si accinge a dare false diagnosi, purtroppo
. Dopo quanto tempo è morta la cagna dall'intervento? non è che per caso nn ha retto l'anestesia? cordiali saluti





69 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 09:48:03 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Egr. sig. Marchi,
sono sconvolto dalla vicenda capitata alla Sua amata Lea, ovviamente sono perfettamente in linea da quanto espresso dal Dr Zatelli e dal collega perito CTU
, sia per quanto riguarda il merito , che per ciò che concerne la procedura.
Concordo con la necessità di stabilizzare un simile paziente prima di qualsiasi prassi chirurgica, e nel caso che ci riguarda, ho grosse perplessità sulla reale presenza di piometra (peraltro non documentata strumentalmente ) e comunque su una errata esecuzione della chirurgia in esame (non esiste una prassi del genere, se non in casi eccezionali in caso di riproduttori, e comunque non in caso di piometra
) .... che dire poi del '' parere '' espresso dall'Ordine........
Credo necessaria una regolamentazione di tipo legislativo sugli obblighi di una corretta procedura medica sui nostri pazienti, che non sono di serie B, ma creature come noi.
Per quanto riguarda la mia procedura, sono abituato al consenso informato e alla compilazione di cartella clinica già da anni, come la stragrande maggioranza dei miei Colleghi italiani.....curare secondo scienza e coscienza direi oltre che con conoscenza..
Le auguro di riuscire nel Suo intento
....con Lei...
Dr xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx





70 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 11:05:05 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Salve, ritengo che il caso dovrebbe essere riesaminato
. Non credo sia giusto obbligare i veterinari a scattare foto, specie in sala chirurgia perchè sarebbe anche poco rispettoso delle norme sanitarie. Nè ritengo che la cosa possa risolversi con l'aumentare le documentazioni già gravose, da parte del medico. Penso che prima di eseguire interventi chirurgici sia necessario che il veterinario riceva adeguata formazione. Ritengo che la cosa più semplice sia che il "cliente" (termine bruttissimo, ma congruo) si possa fidare. Personalmente faccio firmare il consenso, ma prima di far firmare spiego veramente quali sono i rischi e la situazione del loro familiare. Purtroppo la situazione in Italia dei veterinari è allo sbaraglio e questo per molti motivi che ritengo inutile stare a descrivere adesso. L'ideale a mio avviso sarebbe costituire la stessa catena che esiste per la sanità umana. Medici di famiglia ben preparati che sappiano gestire attraverso strutture specialistiche di fiducia le varie problematiche del paziente. Lo specialista così oltre che lavorare veramente sul campo di cui ha maggior esperienza, è mediato dalla figura di riferimento di fiducia, che è il veterinario di base. Il cliente non è lasciato solo nè di decidere eventuali procedure a rischio, nè di scegliere la struttura più idonea. Penso che le carte quando si parla di sanità o fiducia servano a poco. Serve professionalità e che gli Ordini adottino misure adeguate per valutare la reale competenza dei propri iscritti.


71 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 11:31:21 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buongiorno, Sig.Marchi ho letto la sua mail e sono rimasta un pò basita per tanti motivi...
Rispondo subito alle sue domande, sì faccio SEMPRE firmare il consenso informato e ho SEMPRE cartelle cliniche per i miei pazienti che possono anche scaricare direttamente dal sito della mia struttura. Le aggiungo però che c'è un altro modulo che mio malgrado faccio firmare ai miei clienti, ovvero la c.d "Liberatoria" che purtroppo, tutela me e la mia struttura dalla mancanza di cure VITALI per un paziente ma che in nessun modo può OBBLIGARE  o TUTELARE L'ANIMALE AL QUALE IL RISPETTIVO PROPRIETARIO non consente le cure, molto spesso perchè vecchio o costose...
Questo semplicemente per dirle che il mondo è vario, e sicuramente ingiusto. Io da tutta la sua storia non ho capito di che cosa è morta Lea, credo di insufficienza renale ma non è stato specificato NEMMENO  nell'autopsia. Sul comportamento del collega ho sicuramente dei dubbi; non conosco le terapie effettuate al cane in seguito a dimissioni, non sono a conoscenza dei sintomi manifestati dal paziente prima di morire quindi ritengo che la vicenda non è chiara, proprio per questa mancanza di dati importanti non credo di poter esprimere un parere definitivo.
Il nostro lavoro è difficile, combattiamo con ignoranza, cattiveria e menefreghismo. Molte volte abbiamo la sensazione che la vita dei vostri amici a quattro zampe stia più a cuore a noi che a voi. Lei sicuramente è un' eccezione. Mi dispiace per l'accaduto ma la prego di non fare facile propaganda di mal practis, anche e soprattutto per il bene degli animali. Mi spiego...ce li portano molto spesso dicendo che sono  4-5 giorni che non mangiano (!!!), abbiamo ancora gravi episodi di incidenti in cui le persone non li soccorrono (nemmeno i bambini!), ci sono ancora molti casi di maltrattamento per supersitizioni, scherzi e riti, tutto questo clamore secondo me può portare a giustificare il comportamento di molte persone per cui l'animale è un oggetto e il veterinario un optional.
No so e comunque non credo che pubblichi la mia opinione, spero solo di averle fatto capire l'imporatanza e i risvolti di molti gesti ordinari.



72 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 11 Nov 2014 16:35:12 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  'Mai più come Lea' <maipiucomelea@gmail.com>

Rispondo:

1) La foto 1 mostra chiaramente un utero con piometra in corso

2) Sempre nella foto 1 si vede la biforcazione, e, pur essendo stata fatta resezione a mio avviso insufficiente (rischio di patologia del moncone), l'immagine non può necessariamente essere riferibile alle immagini che seguono nelle quali la biforcazione è presente. Quindi i due uteri non sono dello stesso soggetto

3) Non so chi abbia proceduto ad ovarioisterectomia delle immagini 2,3,4 e 5, ma certamente il protocollo di tale intervento presuppone resezione decisamente più prossima alla cervice.

4) Sul fatto che l'Ordine di Brescia non l'abbia tutelata me ne rammarico. Quanto meno, di fronte a tali evidenze, un richiamo ufficiale al Collega ci doveva stare.

5) La differenza di diametro dell'utero, nelle due immagini, non ha molto significato a seguito delle summenzionate considerazioni. Non so quanto tempo (giorni) siano intercorsi tra l'intervento ed il decesso. Risolta la componente infiammatoria (ho comunque qualche dubbio con un moncone così lungo..) il corpo dell'utero avrebbe anche potuto ridursi di volume e rientrare nella normalità (il moncone uterino che si vede appare sanissimo). Ma poi, in sostanza, la cagna per quale motivo è venuta a mancare ?

6) La compilazione e sottoscrizione del consenso informato la effettuo da una ventina d'anni e mi risulta che L'Ordine di Milano la voglia obbligatoriamente. Noi utilizziamo proprio lo stampato inviato dall'Ordine.

7) Disposizioni oramai molto vicine a quelle riferibili per la Sanità umana di fatto già ci sono. Io (ma le assicuro che non siamo in molti) da parecchio tempo consegno sempre un verbale di Chirurgia correlato di ogni cosa (parametri ematochimici, tempi e modalità anestesiologiche, farmaci e dosaggi impiegati, materiale da sutura utilizzato, e ogni dato saliente di riferimento), sottoscritto dal secondo Chirurgo che mi assiste e, quando presente, dall'anestesista. Rilasciamo Verbale anche per interventi "modesti". Mi riferiscono sovente di tariffe applicate per interventi chirurgici che mi lasciano veramente perplesso; se le cose vengono fatte come si deve non è possibile, pur in momenti di crisi come questo, constatare prezzi irrisori (in Romagna sterilizzazioni di pastore tedesco, ad esempio, effettuate a 100 euro ...!!!). La differenza, a guardare bene, consiste proprio in questo. Conosco Colleghi (e fanno benissimo) che elencano i costi di tutto il materiale impiegato, aggiungono i costi/ora d'ammortamento della struttura, gli emolumenti dei collaboratori e, alla fine, la prestazione del Chirurgo. Se segue regolare fattura
(con il 2% di ENPAV e il relativo 22% di IVA) provino a vedere i clienti che importi sortiscono ... Sulla mia figura, comunque, in quarant'anni di professione, di segnalazioni all'Ordine non ne sono mai pervenute.

8) Immagino che, così come ha inviato le sue giuste rimostranze al sottoscritto che non conosce, lei le abbia inviate a molti altri Colleghi; mi piacerebbe sapere come hanno risposto.

9) Se la povera creatura è andata incontro ad una patologia di piometra significa che l'intervento di sterilizzazione non è stato programmato preventivamente come dovuto. La percentuale delle cagne (queste creature non hanno menopausa ..) che vanno incontro a tale patologia è talmente elevata che la sterilizzazione preventiva, effettuata su soggetto in quel momento sano, e quindi con le maggiori possibilità di buona riuscita e pronto recupero, diviene auspicabile.

10) Concludo. L'unico modo per tutelarsi sarebbe quello di stipulare una polizza di copertura per congruo importo; vede che il suo Legale si è subito espresso in relazione al rapporto sui costi/beneficio di risarcimento. Adire a vie giudiziarie con la FNOVI risulterebbe solo una mossa per principio, assolutamente legittimo, ma temo in definitiva non appagante. La Malasanità, così come la Malaprofessione in generale, è purtroppo all'ordine del giorno; basta aprire quotidianamente il giornale. Non sono tanto le leggi (potrei proporre molte cose) a scongiurare il fenomeno, quanto l'onestà, l'impegno, la serietà e preparazione dei Professionisti nei vari settori. La difficoltà consiste proprio nel saper fare il distinguo ...   Mi dispiace per la sua Lea e mi accomuno ai Colleghi che le hanno espresso solidarietà.


73 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 13 Nov 2014 11:15:33 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buongiorno sig. Marchi, mi dispiace per quanto le è accaduto.
Nella nostra struttura facciamo sempre firmare un consenso informato per le procedure chirurgiche e normalmente compiliamo una scheda clinica ogniqualvolta visitiamo un paziente.
Ritengo senz'altro che queste pratiche dovrebbero sempre essere eseguite
e onestamente penso siano già obbligatorie.
Cordiali Saluti
Dr. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


74 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 13:19:01 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Egr: Sig. Marchi,
naturalmente non posso commentare su di un caso che non conosco, ci sono organi appositi che lei ha gia' interpellato.
Mi dispiace molto per la perdita della Sua Lea, capisco il suo dolore .
la sottoscrizione di un consenso informato cosi' come la compilazione di una cartella clinica dovrebbe essere la norma
, cosa che nella nostra struttura facciamo.
La saluto cordialmente.
Dr. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


75 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 6 Nov 2014 11:18:16 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Buon giorno Roberto.
innanzi tutto la ringrazio per avermi contattato, e le anticipo che ero già al corrente della sua storia. Ne ero venuto al corrente tempo fa, e ci fu un'ampia discussione in un forum del settore.
Non voglio e non posso dare un giudizio dell'operato del mio collega, sono troppo poche le notizie in mio possesso per un caso così complesso, e non sono sicuro di aver le competenze per farlo.
Per quanto riguarda le domande che mi sono state poste le rispondo:
- il consenso informato lo faccio sempre firmare, non solo per le chirurgie, ma per tutte quelle pratiche che possono essere invasive o richiedano una sedazione.
- tengo una cartella clinica, la cartella insieme a tutti gli esami, di norma, li consegno ai clienti o ai colleghi specialisti a cui eventualmente sia riferito il caso.
- ovviamente ritengo che dovrebbe esserci una legge che obblighi a questi doveri.
La sua storia mia ha colpito, e mi ha colpito soprattutto la tenacia con cui la sta affrontando.
Ritengo che se più gente facesse denuncia, sicuramente ci sarebbero meno problemi.
Purtroppo per vicende personali posso assicurarle che anche in medicina umana la situazione non cambia, la malasanità rimane un problema serio, spesso impunito, specialmente in italia. Sono disgustato.
La saluto, e le faccio i miei più sentiti auguri.
xxxxxxxxxxx


76 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 13:59:48 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Se non le risultasse eccessivamente complicato,
preferirei in assoluto di non ricevere comunicazioni riguardanti l'attività professionale di  Colleghi Veterinari.
In merito a questo caso, non vedo come possa minimamente riguardarmi l'esito dell'intervento chirurgico, nè mi sembra ci sia stato alcun caso di malasanità.

Se intende avvalersi delle mie prestazioni professionali, è pregato di portarsi direttamente presso la mia struttura,
l'indirizzo lo troverà si internet, così come ha trovato la mia mail.
Saluti.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx


77 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 14:43:26 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Gentile Sig. Marchi,

ho letto con attenzione la storia e tutta la documentazione che ha messo a disposizione nel sito dedicato a Lea e queste sono le mie impressioni: non si sa cosa abbia scritto il perito della controparte, ma ad ogni modo credo che l’Ordine abbia archiviato la vicenda ingiustamente e frettolosamente, negando l’evidenza delle prove
riportate da uno dei massimi esperti in materia il Dott. Zatelli.

Riguardo all’operato del collega che ha avuto in cura Lea ho personalmente diversi dubbi.  Prima di tutto, ritengo che la diagnosi ecografica di piometra sia estremamente semplice anche per un ecografista non esperto, dunque mi chiedo: il collega non è stato realmente in grado di leggere le immagini ecografiche oppure ha voluto in tutti i modi  “far tornare i conti” cioè adattare in modo forzato l’interpretazione dei  suoi riscontri ecografici con il sospetto diagnostico?
In questo ultimo caso il fatto sarebbe a mio avviso ancora più grave, poiché il collega avrebbe scelto di effettuare una chirurgia in un paziente a rischio con la consapevolezza che probabilmente non sarebbe stata risolutiva.  Nel primo caso invece si sarebbe trattato di un errore di valutazione, che ha portato però a gravi conseguenze. Purtroppo, e lo dico anche per esperienza personale,  nessun medico è infallibile e sbagliare una diagnosi può capitare qualche volta durante una intera carriera; ma di fronte all’evidenza di avere fatto anche in  buona fede un errore di valutazione,  un professionista onesto e serio non può che riconoscerlo, prenderne atto e cercare di rimediare, o se questo non è possibile almeno assumersene la responsabilità. In questo caso però la buona fede a mio avviso è indiscutibilmente venuta a mancare nel momento in cui è stata mostrata la foto dell’utero. Secondo il collega vi è stata semplicemente mostrata una piometra al posto di un’altra piometra, ma da quanto si può evincere dalle immagini necroscopiche l’utero di Lea era assolutamente normale. Questo particolare non può essere sfuggito al chirurgo in sede di intervento, dunque perché non ammettere che la diagnosi era errata? L’assenza della piometra è un dato che secondo me non può che essere stato omesso volontariamente.

Per rispondere infine alle sue domande, io ho l’abitudine di far firmare il consenso informato, a maggior ragione quando si tratta di interventi particolarmente delicati o in pazienti a rischio. A tale proposito vorrei fare una precisazione su quanto ho letto nel suo sito in un commento di una persona che come lei ha perso il proprio cane per complicanze di una chirurgia: il consenso informato non serve per fregare voi clienti (anzi come ha detto il signore “per mettervelo  nel….”) in modo che non possiate fare niente se succede qualcosa in sede operatoria o postoperatoria, ma serve appunto per informarvi che l’anestesia e la chirurgia non sono pratiche esenti da rischi anche se effettuate con il massimo scrupolo. Questo tutela noi nel caso in cui qualcosa vada male nonostante le buone pratiche mediche, ma non vale come scusante o tutela legale nel caso di comprovati comportamenti negligenti o mirati a truffare il cliente.

Non tengo le cartelle cliniche dei pazienti, ho un archivio nel computer in cui mi appunto magari i dati salienti che possono essermi utili per i controlli futuri, ma di volta in volta alla conclusione di un ricovero o in seguito ad un semplice controllo preferisco per trasparenza consegnare tutta la documentazione (radiografie, cd eco, esami di sangue/feci/urine/istologici) ai proprietari raccomandandomi di conservare tutto in una cartellina.

Sarei completamente d’accordo infine:

-ad equiparare i diritti dei pazienti animali a quelli umani

-all’esenzione dall’iva sulle prestazioni mediche di qualsiasi genere

-all’istituzione della mutua per gli animali domestici tramite convenzioni dello Stato con i veterinari liberi professionisti

-all’obbligo di inserire il proprio animale domestico nello stato di famiglia, con relativi diritti e doveri.

Spero di esserle stata utile e la ringrazio per la comprensione e l’intelligenza che ha dimostrato non volendo colpevolizzare una intera categoria per il comportamento scorretto di uno o pochi dei suoi rappresentanti.

Cordiali saluti,

dott.ssa xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

(regione xxxxxxxxxxx)





78 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 16:04:49 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buona sera grazie della sua mail e mi dispiace per il cane. Giustamente lei si è rivolto all ordine professionale competente per zona nel quale si valutano situazioni di questo tipo.
Distinti saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


79 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 19:21:57 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Egregio Sig. Roberto Marchi, non posso che esprimerle anche io la mia solidarietà e rincrescimento per la perdita del suo cane. Non entro ovviamente in giudizi tecnici in quanto solo un perito incaricato ufficialmente potrebbe esprimere un giudizio. Per quanto attiene al consenso informato credo sia già obbligatorio e comunque viene sempre compilato in qualunque struttura seria prima di un intervento  chirurgico o altra pratica che comporti un rischio per il paziente. A difesa della categoria cui appartengo mi preme informarla che sono molti i colleghi che dedicano quasi tutto il loro tempo a questa professione, curando l'aggiornamento e tentando di offrire un servizio al cliente sempre migliore pur incontrando mille difficoltà  anche legislative che penalizzano la nostra categoria. Come lei giustamente ricorda la nostra è l'unica professione sanitaria gravata da IVA. Quanto al suo caso l'unica modalità da seguire sia chiedere un risarcimento del danno subito al collega che lei ritiene responsabile. La saluto cordialmente.    
Dott.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

inviato da i-phone


80 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 17 Nov 2014 22:05:30 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

a mio avviso riesaminerei il caso.
Io faccio  firmare il modulo di consenso informato, ma non tengo una cartella clinica e do tutti gli esami ai proprietari. ma perche' Lea e' deceduta? Mi piacerebbe saperlo. In ogni caso mi dispiace per la sua brutta esperienza.


81 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 18 Nov 2014 10:09:35 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Egr. Sig. Marchi,
sono il Dr.xxxxxxxxxxxxx consigliere dell'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di xxxxxxx.
Ho letto la sua mail e intendo innanzitutto esprimere il mio cordoglio per la perdita della Sua Lea.
Ho preso visione della doc. clinica fornita dal collega, e dei successivi pareri espressi da tutti i colleghi chiamati in causa.
Non intendo con questa mail entrare nei dettagli " tecnici ", sia clinici che chirurgici che questa situazione a posto in essere, non per restarne fuori, ma soltanto perchè mi sembra a questo punto poco utile, visto i pareri già espressi in sede peritale.
Per quanto concerne le domande da Lei poste, le rispondo:
1) Consenso Informato. Tengo a farle presente che la compilazione del Consenso Informato è già da diverso tempo obbligatorio, in caso di Interventi Chirurgici.
2) Cartella Cliniche. Si posseggo un archivio di cartelle cliniche che è parte integrante del mio programma gestionale.
Per quanto riguarda il terzo quesito, come Le dicevo, esiste già una legge in materia di consenso informato
(noi come membri del Consiglio dell'Ordine, è la prima cosa che esigiamo dai Nostri iscritti in caso di controversie!).
Per quanto riguarda le cartelle cliniche, non avrei nessun problema se fossero obbligatorie per legge.
Rinnovandole il mio dispiacere per la perdita che ha dovuto subire, porgo Cordiali Saluti
Dr. xxxxxxxxxxxxx



82 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 18 Nov 2014 14:01:37 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buongiorno Roberto,
se quanto Lei mi esprime in questa email corrisponde a verità, sono molto dispiaciuta per l'avvenuto, nonchè per la sua Lea, e apprezzo che Lei non faccia di un caso una opinione su tutta la categoria.

Purtroppo non posso sapere come sono andate le cose, non essendo un giurista nè avendo modo di confrontarmi con la controparte.
Auguro a Lei, alla mia categoria professionale e a tutti gli animali che quotidianamente vengono con curati con dovizia in scienza e coscienza che se ciò è avvenuto, non accada mai più, o ancora di più spero non sia andata davvero così.
La saluto cordialmente
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx


83 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 18 Nov 2014 16:33:14 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Egr.Sig.Marchi
innanzi tutto Le voglio esprimere il mio cordoglio per il dolore subito.
Il mio pensiero sul caso, pur avendo visto la documentazione, è di non poter dare un giudizio in quanto non è nelle specifiche competenze di un Professionista giudicare l’operato di un Collega bensì quello di lavorare con scienza e coscienza.
Il mio PERSONALE pensiero sugli Ordini professionali in generale non è certo di favore per molti e diversi aspetti.
Sempre personalmente perseguirei la via giudiziaria, anche se le varie Leggi del nostro Stato non sono molto severe nei riguardi della protezione degli animali, ma quella è la strada giusta da percorrere al di là delle spesa (potendola sostenere) in favore della memoria di Lea ed, eventualmente, per smascherare un errore o peggio un errato comportamento professionale, peggio se compiuto con dolo.
Penso che un errore possa capitare ma il dolo non deve essere ammesso e dovrebbe portare alla sospensione prima e radiazione se continuato.
Questo dovrebbe valere anche per i molti Medici “umani” compiacenti che rilasciano falsi certificati di malattia ed invalidità.....ma le leggi....purtroppo.
Nelle nostre strutture facciamo firmare il consenso informato e teniamo cartelle cliniche attraverso le quali si possa avere la “storia” dei casi.
Leggi apposite....ne abbiamo già troppe che portano paradossalmente a non osservare quelle esistenti, la sola Legge che dovrebbe passare è che gli animali abbiano il diritto ad una loro dignità e a non soffrire per opera di un uomo sempre più ego centrista in un mondo che non gli appartiene.
Il Codice penale dovrebbe essere richiamato da norme apposite nei comportamenti professionali errati con dolo, punito con pene severe nella Veterinaria come nella Medicina Umana.
Concludo inviandoLe cordiali saluti
dott.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx




84 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 18 Nov 2014 17:43:07 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Gentile Signor Marchi,
Dall' esame della documentazione, sembra proprio che il Dott. Omissis abbia commesso diversi errori e tenuto probabilmente un comportamento scorretto.
Alla fine, non soltanto è stato fatto un intervento inutile, ma è stata mancata la diagnosi e con questa la possibilità di curare eventualmente Lea.
L' Ordine Professionale ha riconosciuto alcuni errori dell' iscritto ma ha ritenuto che non siano stati determinanti nella sorte di Lea; ha inoltre dato credito alla pretesa casualità nello scambio delle foto.
Il mio augurio è che la divulgazione di questo caso contribuisca a rendere migliore l' operato di ciascuno.
Io non raccolgo il consenso informato scritto e tengo, per mia necessità, la cartella clinica di ogni paziente.
Se il consenso scritto divenisse obbligatorio mi adeguerei; credo comunque che rappresenti soprattutto una tutela per l' operatore ed un cavillo posto dalle compagnie di assicurazione nelle polizze di responsabilità civile professionale.
Dopo molti anni di carriera, cerco di affidarmi al mio senso di responsabilità, che mi ispira diligenza e prudenza, credo in un rapporto con i clienti improntato sulla fiducia e la lealtà reciproche e rifuggo ogni improvvisazione.
La ringrazio per aver condiviso questa esperienza.
Cordialmente
xxxxxxxxxxxxxxxxx

prosecuzione della conversazione


85 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 18 Nov 2014 21:59:41 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Egregio Roberto, comprendo bene la sua situazione e anch'io non avrei accettato le spiegazioni ricevute per quanto accaduto a Lea... Non voglio entrare troppo nel merito, può capitare a tutti di perdere un paziente durante un intervento, ma si deve fare di tutto perché questo non accada!! Io personalmente ho partecipato alla stesura iniziale delle linee guida sulle buone pratiche veterinarie e molte delle cose che ho letto sulla storia di Lea non dovrebbero accadere. Il consenso informato DEVE essere fatto firmare al proprietario dopo che sono stati spiegati i possibili rischi di ogni intervento compreso il decesso. Ogni buona struttura deve tenere per ogni paziente la cartella clinica relativa alla prestazione eseguita. Tutto questo comporta un maggiore impegno e spesso si trasforma anche in maggiori costi che purtroppo non tutti i proprietarie e veterinari riescono a sostenere ... ma se ti comporti secondo scienza e coscienza non devi nascondere niente, compresa la possibilità di avere, in buona fede e involontariamente, commesso un errore.
Mi dispiace per Lea e per tutti i nostri amici pelosi che hanno raggiunto il ponte in modo così inaspettato... E spero che la sua azione stimoli sempre più i veterinari che leggono a fare bene e sempre meglio il loro lavoro, rispettando le regole, a volte non scritte, del buon senso e della conoscenza scientifica.
La saluto cordialmente.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Inviato da iPhone dixxxxxxxxxxx



86 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 19 Nov 2014 00:44:54 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buonasera sig.Marchi
ho visionato le foto che mi ha spedito…
che dire? Mi spiace sinceramente per Lea…. e per voi.
La foto 1 mostra un utero con probabile iperplasia endometriale cistica/ piometra ; dalla foto non si vedono le ovaie… l’utero è stato sezionato alto a livello del corpo; andrebbe eliminato almeno fino alla cervice;
le foto seguenti non sono del cane della foto 1; utero a prima vista normale a cui sono state asportate le corna uterine.
Posso contestare al collega la tecnica chirurgica: non ha molto senso asportare parte di utero, normalmente si asporta in toto…; altra cosa è la diagnosi: non mi pare di vedere segni di piometra nelle foto 2, 3 e seguenti…

Io sono un chirurgo ma prima di operare ritengo sia necessario oltre ad indagini ecografie anche esami ematici sempre molto esaustivi in caso di sospetta piometra.
In ogni caso giudicare un collega è molto difficile e non è certo il mio compito; esiste un’assicurazione professionale obbligatoria da agosto 2014 proprio per questi casi.
Il mio consiglio personale è , se possibile,  di parlare con il collega per risolvere la questione.
Parlare di malasanità veterinaria mi sembra un po’ eccessivo… purtroppo tanti clienti confondono la bravura di un veterinario con il successo terapeutico, non è così.
I veterinari sono tanti e tanti sono molto bravi; bisogna visitare ambulatori, cliniche e ospedali non affidarsi al primo che capita… io sono molto contento quando un nuovo cliente viene a fare domande e si informa prima di portarmi il suo cane, e sono il primo a chiedere aiuto ad altri colleghi specialisti se io non sono in grado di offrire un servizio. Così come detesto le persone che telefonano per sapere quanto costa una sterilizzazione per poi scegliere in base al prezzo.

Questi signori non pensano che se il prezzo richiesto è troppo basso rispetto alla concorrenza ci sia un motivo ? forse il lavoro viene fatto in economia ?
So per certo che un “collega” xxxxxxxxxxxx chiedeva la metà per la "sterilizzazione”…. Peccato che non facesse un’ovariectomia ma una semplice chiusura delle tube ( intervento di 5 minuti scarsi )… chirurgia assolutamente inutile : nessuna prevenzione per i tumori mammari, per le malattie uterine e ovariche…. Questo “collega” del nostro ordine è stato richiamato più volte … si è scoperto che operava senza guanti, senza teli chirurgici, e solo con un fortissimo sedativo che si usa solo per i bovini !!!
Dopo anni , dico anni, sa perché è stato radiato dal nostro ordine? Perché si è beccato una denuncia per molestie sessuali alle dipendenti…e svariate visite di Staffelli di Striscia la notizia...
Quindi non mi esprimo sugli Ordini provinciali perché ne direi troppe.
Mi risulta essere l’unico collega sanzionato da quando esiste l’ordine a xxxxx
La nostra è una professione complicata e l’errore diagnostico e terapeutico è sempre dietro l’angolo, tutti possono sbagliare. Crocifiggere un collega per un errore non mi sembra il caso, ma perseguire la verità e cercare di capire veramente come sono andate le cose mi sembra invece un sacro diritto.
Proprio per questo motivo nella nostra struttura facciamo firmare un modulo di consenso informato, in modo tale che il proprietario si renda conto che un intervento chirurgico è sempre pericoloso e potenzialmente mortale. Anche quando si seguono procedure standard approvate e utilizzate centinaia di volte.
Le ricordo comunque che il rischio anestesiologico del cane e del gatto è 10 volte superiore a quello dell’uomo e nel cavallo circa 100 volte.
Le cartelle cliniche sono presenti per i casi di cardiologia, dermatologia , chirurgia; conserviamo in formato elettronico tutte le analisi ematiche, urinarie, ecografiche e tutte quelle svolte da laboratori esterni.
Noi facciamo così perché non saprei proprio come fare a tenere a mente i dosaggi dei farmaci che prescriviamo a tutti i nostri numerosissimi pazienti !
Non c’è bisogno di una legge, basta il buonsenso…
Per quanto riguarda la “mutua” veterinaria e l’esenzione IVA richiesta da tante associazioni animaliste mi viene da ridere per non piangere…
Pura utopia in questo paese… Le ricordo che siamo in Italia e la nostra classe politica è da sempre e ora più che mai pronta a inventare tasse, a togliere contributi e a tagliare fondi… basta vedere i ticket in continuo aumento per le prestazioni sanitarie umane, i tagli ai fondi per la SLA ecc ecc…
Anzi!  Le ricordo che i cavalli sono entrati nel redditometro come animali di lusso, quindi via alle tasse e ai controlli !!! E questo vale anche per i cavalli delle associazioni che li usano nei maneggi per la pet-therapy per i bambini handicappati…
Spero di esserle stato utile in qualche modo.
Cordiali saluti
Dr.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx





87 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 11 Nov 2014 19:00:19 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Gent.mo Sign Marchi.
in primis mi preme farle sapere che al di là delle responsabilità sia io che la mia socia ,Dott.ssa xxxxxxxxxxxx, siamo veramente dispiaciuti che le sia venuto a mancare l'affetto della sua amata Lea.
Nonostante ci si trovi spesso ad avere a che fare con la morte nella nostra professione mi creda non ci si abitua mai e come spugne spesso assorbiamo a pieno il dolore dei compagni umani, facendolo nostro.
In merito ai quesiti da lei posti le rispondo che presso la nostra struttura il consenso informato è d'obbligo a prescindere o meno da quelle che siano le leggi in vigore.
In merito alla cartella clinica non disponiamo di una vera è propria cartella destinata all'archivio poichè tutti gli esami vengono immediatamente refertati e consegnati al cliente poichè questi li paga e sono pertanto di sua proprietà.
Tendenzialmente siamo propensi a far si che il cliente prenda l'abitudine a creare una sorta di faldone casalingo nel quale racchiudere tutta la storia sanitaria si da affiancarla a quelle che sono le vicissitudini sanitarie del resto della famiglia.
All'interno della struttura conserviamo una cartella clinica per i soggetti che vengono sottoposti a ricovero che viene consegnata su richiesta del proprietario che potrebbe trovarsi nella necessità di interpellare altri colleghi che devono ,a nostro avviso, sapere quali sono i farmaci somministrati al proprio amico a quattro zampe sia per evitare interazioni quanto accumuli in organi sensibili o peggio ancora affinchè non si perda tempo a somministrare molecole che già somministrate non abbiano sortito alcun effetto.
In merito al discorso dell'obbligo di legge, credo che indirettamente detto obbligo sussista pur non essendoci una legge ad hoc come nel caso della medicina umana.
Mi spiego meglio sperando di non essere frainteso...il cane ,il gatto o qualunque altro animale sono giuridicamente considerati, se non erro, una "res"per cui qualsiasi prestazione nei suoi confronti corrisponde ad un patto tra due contraenti ed in queste situazioni entrambe le parti devono essere edotte sulla natura della prestazione offerta e ricevuta, sugli obblighi e sui diritti che ne derivano.
In merito al caso specifico ho premura di farle presente che ho provato a visionare il materiale ma forse per mia incapacità ho avuto accesso ad analisi censurate con banda nera per cui ,per il momento mi limito a dirle solo che concordo con affermare che l'utero patologico riportato nel primo fotogramma non è certamente quello riportato nei successivi e che quanto resta dell'apparato riproduttivo visionato in questi ultimi non sembra essere affetto ,almeno macroscopicamente,da alcuna patologia.
Ho visionato anche il video dell'autopsia e mi dispiace dire che perde la sua validità giuridica, a mio avviso, dal momento in cui risulta frammentato e già con il cane dissezionato.
Se avessi eseguito io un autopsia del genere avrei cominciato riprendendo ininterrottamente tutte le procedure cominciando col riprendere il cane  per intero ed in primis il suo numero identificativo (microchip).
Sono pertanto sicuro che all'ordine sia stato inviato il video integrale come da me indicato perchè diversamente anche io, nonostante creda ciecamente alla sua versione, mi troverei nella condizione di non poterlo ritenere valido ai fini di un procedimento disciplinare.
Mi consenta quindi di essere più esaustivo in merito alla vicenda fornendomi un file con tutte le analisi eseguite dei cui risultati ho solo frammentarie notizie a causa dei depennamenti.
Poi ho una domanda da porle! Chi ha eseguito l'eco?.
Attendo sue notizie
Cordialmente Dr.xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


88 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 12 Nov 2014 11:51:05 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Gentile sig. Marchi,
ritengo che i fatti da lei esposti, se avvenuti per come lei dice (e non ho motivi per non credere a lei ed al dr. Zatelli), siano di per sè gravissimi e mortifichino il lavoro di chi,
con pazienza, dedizione ed onestà, giorno per giorno cerca di dare senso e dignità a questo difficile lavoro.
Non posso che esprimerle la nostra solidarietà e mi congratulo con lei per la determinazione con cui sta portando avanti la sua difficile battaglia
.
La mia risposta alle sue domande (tranne alla prima parte della prima) è sempre sì, ed in questo siamo (e saremo sempre) dalla parte dei malati e di chi li assiste.
Non entriamo in merito alle scelte dell'Ordine perchè spesso questo organo si trova intrappolato fra mille leggi e leggine per cui il suo operato sanzionatorio risulta troppo spesso inespresso.
Divulgheremo la vostra storia, sperando possa essere un monito per tutta la nostra categoria e di aiuto per chi ha ricevuto un torto.
Grazie per averla condivisa con noi. Buona fortuna,
xxxxxxxxxxxxxx



89 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 6 Nov 2014 19:32:10 +0100
Mittente:  xxxxx xxxxx <xxxxxxx@xxxxxxxxm>
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Salve, sono xxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxx, veterinario libero professionista di xxxxxxx.
Ho un ambulatorio per piccoli animali e da 29 anni lavoro in questo campo.
Mi dispiace leggere quanto accaduto a Lea ma soprattutto sono meravigliata del comportamento del collega.

Purtroppo siamo esseri umani e come tali soggetti ad errore ma quando questo succede si può ammettere e chiedere scusa senza perdere la dignità!!!
Rispondo alle sue domande dicendole che io faccio firmare il consenso, non tengo le cartelle cliniche, penso che la vicenda dovrebbe essere riesaminata ed in ultimo parlando di legge potrebbe essere utile.
devo dirti che non sono XXXX che è un collega con cui ho lavorato fino a due anni fa.
Come ti ho detto sono xxxxxxxxx
Le auguro una buona serata.
xxxxxxxxxxx.


90 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 19 Nov 2014 20:25:36 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

SEBBENE IO MI COMPORTI IN MODO DIVERSO DAL COLLEGA SIA PER QUANTO RIGUARDA L'INTERVENTO, LA DOCUMENTAZIONE E IL RAPPORTO CON LA CLIENTELA, NON POSSO ESPRIMERE GIUDIZI IN QUANTO VI SONO PROFESSIONISTI DELEGATI A FAR QUESTO.  POSSO SOLO DIRLE CHE MI SPIACE PER LEA E PER LA SUA PERDITA AFFETTIVA.


91 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 10 Nov 2014 12:47:52 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Buongiorno sig. Marchi.
innanzitutto le dico che sono sinceramente dispiaciuta per Lea e per lei;
nella mia clinica facciamo sempre firmare il consenso all'intervento e per tutelarci facciamo firmare al proprietario anche un modulo dove dichiara di non aver voluto seguire alcune procedure consigliategli.
Purtroppo nella mia esperienza capita che se le cose vanno male, il proprietario dichiari che noi non abbiamo mai proposto esami collaterali che aiutassero a fare un'anestesia più serena.
Detto questo spero vivamente che il tutto diventi obbligatorio per legge e che tali leggi (soprattutto in ambito di monitoraggio anestesiologico e controllo del dolore) tutelino i vet onesti e in qualche modo giustifichino la differenza di prezzi tra una struttura e l'altra.
Cordiali saluti,
xxxxxxxxx


92 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 20 Nov 2014 13:03:33 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  <maipiucomelea@gmail.com>

salve a parte l'iva, cosa di ultimo piano, per la quale credo lei si debba documentare meglio, di cosa è morta Lea ?  Mi faccia sapere le cause del decesso e potrò essere più preciso. Riguardo il resto dipende dalle "buone pratiche veterinarie". Un saluto
xxxxxxxxxxx
NB mi dispiace per la cagnolina ma sappia anche che quando c'è un insuccesso,il dolore è anche del Vet


93 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Sun, 26 Oct 2014 18:35:27 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxx  xxxxxxxx <xxxxxxxxxx@xxxxxxxxxxx>
A:  'Mai più come Lea' <maipiucomelea@gmail.com>

Mi dispiace tanto per la sua cagnetta è stata molto sfortunata , capisco il suo dolore, ha la mia piena comprensione .

xxxxxxx xxxxxxxxxxxx


94 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 20 Nov 2014 16:59:16 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buonasera Sig. Marchi, mi spiace molto per la sua Lea.... Purtroppo di colleghi come quello da lei descritto ce ne sono molti anche nella mia zona!!
Per rispondere alle sue domande Le dico che, nella mia struttura, viene fatto firmare il consenso informato in qualunque occasione di sedazione, viene tenuta una cartella clinica dei soggetti sia ricoverati che operati e consegnata al proprietario al momento del rilascio del paziente. E per finire, credo che lei abbia ragione per cui dovrebbe esistere una normativa che regolamenta la pratica anestesiologica anche in veterinaria!
Rimango a sua disposizione per qualsiasi quesito o informazioni.
Cordiali saluti
Dr. xxxxxxxxxxxxxxxxx


95 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 20 Nov 2014 19:33:59 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  <maipiucomelea@gmail.com>

Gent.mo Sig Marchi
Sono un veterinario chirurgo di Roma e sono molto dispiaciuto per l'accaduto ma purtroppo in medicine e chirurgia non esiste  una risposta sicura ma i risultati  sono molto variabili in questo tuo caso (mancati esami preoperatori- sala chirurgica e macchinari inesistenti etc.etc.) non hanno fatto altro che aumentare le possibbilita di morte.
Sono anche costernato perche' questa situazione discretita la categoria dei Veterinari e oltretutto tentare di truffare un cliente e' ancora  piu' grave sommandolo a quello che e' successo e quindi sono solidale con lei.
Detto questo rispondo alle sue domande:
Lei fa sottoscrivere il consenso.....
---SI
Lei tiene cartella clinica
---SI
Queste prescrizioni debbono essere espresse......
---SI
Inoltre se i miei clienti non accettano la mia richiesta di effettuazione di tutti gli esami preoperatori del caso....IO NON OPERO
Le auguro di trovarte subito un altro cucciolo che possa alleviarle la sofferenza e .....cambi veterinario.
Saluti da xxxxxxxxx


96 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Sun, 23 Nov 2014 17:32:34 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Gentile Sig.Marchi,
Sono dispiaciuta per la morte di Lea e per la sua triste e frustrante esperienza.
Credo che sia ammissibile compiere un errore anche fatale quello che non trovo giusto è coprire l'errore.
Personalmente faccio firmare un consenso anche per interventi di routine e tengo una cartella clinica di ogni paziente.
Certo che sono d'accordo sul fatto che esista  una legge che esprima queste prescrizioni ma sia i proprietari di animali che i veterinari non hanno un grosso peso  né politico n'è tantomeno economico.
Ciascuno di noi agisce secondo coscienza ...
Un caro saluto
xxxxxxxxxxxxxxxxx

Inviato da iPad


97 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  R: Re: R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 25 Nov 2014 10:06:31 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  <maipiucomelea@gmail.com>

Gentile Sig.Marchi,
dopo aver letto la documentazione da lei inviatami, non posso che concordare con quanto le hanno scritto
la maggior parte dei miei colleghi .
Sono molto dispiaciuta e sinceramente addolorata , parlando anche da proprietaria . Le auguro di poter superare questo grave lutto e di poter aver giustizia in qualche modo .
Dott.ssa xxxxxxxxxxxxxx


98 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 27 Oct 2014 08:27:59 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx.xx
A:  'Mai più come Lea' <maipiucomelea@gmail.com>

Egr.- Sig. Marchi, mi astengo dall’esprimere giudizi sul fatto in quanto ampiamente descritto con prove documentali e pareri autorevoli in merito. Per brevità le espongo le mie considerazioni:

·         La richiesta di risarcimenti per danni morali e materiali prescinde dal parere espresso dall’Ordine dei veterinari, anche se ne costituisce ovviamente una componente documentale. In altre parole lei ha sempre la possibilità di adire vie legali fornendo al giudice ed ai periti del tribunale tutti i documenti in suo possesso. L’entità del risarcimento richiesta inoltre non si limita al mero valore commerciale del cane scomparso, ma coinvolge anche la sfera emotiva e personale dei proprietari che si ritengono danneggiati anche moralmente.

·         Nella mia clinica vengono applicate le norme dettate dal nostro codice deontologico alle quali si aggiungono le prescrizioni richieste dalla nostra certificazione ISO 9001-2008 per cui facciamo firmare un dettagliato consenso informato che è parte integrante della cartella clinica.

·         In base alle circostanze sopra espresse non solo il consenso informato è obbligatorio, ma è anche richiesta una chiara ed esplicita comprensione da parte del proprietario.


Mi dispiace molto per tutta la vicenda e spero che lei e le persone che le hanno giustamente espresso solidarietà non perdano comunque la fiducia nella categoria cui appartengo, che è formata per la grandissima parte da persone corrette, preparate e professionalmente adeguate ai compiti ed alle prestazioni che vengono loro richieste. Cordiali saluti
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx


99 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Sun, 9 Nov 2014 22:23:42 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buonasera sig Roberto, avevo già sentito da miei colleghi questa triste vicenda, e credo che già molti si siano espressi a favore di un intervento disciplinare nei confronti di chi ha commesso il fatto.
Purtroppo il nostro lavoro è molto difficile, sia perchè richiede un costante aggiornamento e tante competenze, come se fossimo medici-ginecologi-dermatologi-chirurghi e tanto altro ancora, sia perchè i clienti pretendono sempre di più e a costi sempre più bassi.
Da sempre io perdo clienti grazie ai tanti colleghi "low cost" dei paesi limitrofi, che di certo non tengono cartelle cliniche, nè seguono protocolli corretti in anestesia, nè si rivolgono a specialisti quando servono, ma fanno i tuttologi a basso prezzo, e ogni tanto ci scappa la piometra fasulla e tanto altro ancora.
Eppure quelli tanto bravi sono sempre loro, perchè hanno tariffe ridicole, così ridicole che risulta lampante che non possono, a quei prezzi, avere svolto quelle indagini o quelle terapie. E spesso, se qualcosa va storto, non si fanno pagare...e tutto finisce lì.
Io la chiamo "licenza di uccidere".  
Ovvio che non si può fare di tutta l'erba un fascio e ogni caso va verificato con attenzione.
Mi sono più volte domandata se quel veterinario non fosse proprio convinto di salvare Lea, con un intervento rischioso ma tutto sommato semplice come l'ovariosterectomia, anche se dalle foto sembra che sia rimasta buona parte dell'utero.
Tante volte le cose non vanno come speriamo, e tante volte i proprietari non credono alla nostra onestà e ci accusano di imperizia, ma, ripeto, ogni caso andrebbe valutato con attenzione. Spesso invito i proprietari a chiedere un'altro parere, spesso indico io il collega che ritengo più competente per lo specifico caso, ma spesso la gente si rivolge ai vet "low cost"  o ai vet che con la chiacchera più facile, o seguono i consigli via Facebook. Adesso ci sono pure colleghi omeopati che visitano guardando via web i filmati dei pazienti, previo bonifico preventivo...
Alla luce di tutto questo, io sono assolutamente a favore di una legge che tuteli i nostri pazienti e i vet seri, ponendo un pò di regole in questo far west. C'è però il rischio di arrivare alla demenza opposta, con vet che rischiano di diventare burocrati come i medici di base, con però il nostro solito guadagno misero.
Lavoro da 24 anni e ne ho viste proprio tante, da gente che mi accusa perchè fomentata da colleghi, ad altri che mi danno della "palancaia".
Io andrò avanti per la mia strada, insegnando ai miei collaboratori più giovani a studiare sempre, a riferire i casi che non si possono gestire, a lavorare al massimo con dedizione e professionalità.
E mi sa che quando andrò in pensione le cose staranno ancora così
Dott.ssa xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

100 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 22 Oct 2014 17:28:24 +0200
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  'Mai più come Lea' <maipiucomelea@gmail.com>

Buona sera, il dott. xxxxxxxxx non lavora più presso questa struttura, la saluto e le sono vicino,
dott. xxxxxxxxxxxxxxx


101 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 26 Nov 2014 14:43:22 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxx
A:  mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Personalmente dal 1996, prima di fare una anestesia x qualsiasi procedura richiedo la firma del consenso informato, sia per mia tutela, per assicurarmi che abbiano capito quanto andrò a fare e sia per garantire al massimo la tutela dell'animale, ciò nonostante i rischi non possono mai ridursi allo ZERO ASSOLUTO. Il suo caso credo non  sarebbe andato diversamente se lei avesse firmato un consenso informato. La storia è abbastanza surreale, mi dispiace che la voglia del miracolo l'abbia spinta a girare molti colleghi ed incappare in quello meno adatto, probabilmente.

Sono contenta che Zatelli abbia refertato e messo nero su bianco la sua opinione preziosa in questo caso.


Capisco la sua rabbia , ma nulla le restituirà purtroppo il suo cane. Credo che sbagliare sia umano, sarebbe stato sufficiente un comportamento solo più onesto e maggiore informazione di quanto stava accadendo al suo cane, da parte del collega. Cordiali saluti.


102 -------- Messaggio originale --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 10 Nov 2014 17:01:30 +0100 (CET)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  <maipiucomelea@gmail.com>

Non so come Lei sia venuto in possesso del mio indirizzo mail  ma è ovviamente una violazione della privacy. se in futuro riceverò altre mails che violano questo diritto sarò costretta ad avvalermi delle vie legali.

mia risposta


Buonasera, sarebbe violazione della privacy se lei non avesse pubblicato in diversi siti il suo indirizzo
, come vede dall'allegato, siti da cui prendo questi indirizzi. Quindi se lei rende pubblico sul web il suo indirizzo significa che non lo ritiene soggetto a riservatezza, per cui posso ben sottoporre alla sua attenzione non certo pubblicità o pettegolezzi, bensì un caso che riguarda la sua categoria, così come lei ha tutto il diritto di dire di non volere ricevere più mail da parte mia perché la cosa non le interessa (cosa che peraltro ho previsto in fondo alla lettera con la richiesta di annullamento). A questo indirizzo quindi non riceverà più niente da parte mia; se poi ha pubblicato altri indirizzi in giro per il web, potrà capitare invece ricevere una mail identica. Basterà scrivere "annullare" come riportato nella mia mail. Con i migliori saluti.
Roberto Marchi


le risposte che seguono chiedono maggiori informazioni in quanto le prime mail non evidenziavano a sufficienza l'esistenza del sito con i documenti richiesti. Ai veterinari autori delle stesse era quindi probabilmente sfuggita l'esistenza della documentazione esistente; ho poi ovviamente scritto a tutti per fargliela trovare


103 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 27 Oct 2014 09:42:16 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxx

Mi dispiace immensamente per la sua perdita.
Sono assolutamente d'accordo che esistano tanti colleghi che lavorano in modo impeccabile, aderendo alle Buone Pratiche Veterinarie, regole, purtroppo non obbligatorie, ma a mio avviso, assolutamente necessarie.
Non posso esprimere un giudizio su quanto accadutole, non essendo al corrente dei dettagli del caso clinico.
Sono d'accordo che sia giusto equiparare i diritti sanitari degli esseri umani a quelli degli animali.
Posso solo auspicare che in futuro sempre più familiari si informino prima sulla preparazione e le procedure adottate dal medico a cui affidano la cura dei propri animali, per evitare tragedie come quella che è occorsa a lei.
Dott xxxxxxxxxxxxxxxxxx


104 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Fri, 24 Oct 2014 18:21:23 +0200 (CEST)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

Gent.mo Sig. Marchi, Le porgo solidarietà per il dolore della Sua perdita, ma non mi sento di esprimere giudizi solo valutando foto, senza conoscere la storia clinica che ha portato a questa tragedia. Sarebbe giusto sapere se sono state fatte delle indagini per diagnosticare la piometra ad esempio: normalmente infatti si arriva alla chirurgia dopo un iter diagnostico che preveda almeno un esame emocromocitometrico per confermare l'infezione ed un'ecografia addominale per la valutazione diretta dello stato e delle dimensioni dell'utero. Da questo si evince che non c'è la necessità di mostrare l'utero patologico asportato al proprietario, in quanto già visionato con certezza prima della chirurgia. Altro capitolo importante è l'anestesia, procedura di per sé mai senza rischi, ma ancora più pericolosa in una cagna con un'infezione importante in atto, in quanto più soggetta a problemi cardiocircolatori e renali secondari. Questo rende le sempre consigliabili indagini preanestesiologiche, ancora più importanti: a questo riguardo non so se le siano state consigliate o meno e, in caso affermativo, se Lei abbia deciso di farle eseguire.
Non da ultimo la piometra è una patologia della cagna che riconosce come causa predisponente il non essere sterilizzati e il non essersi mai (o poco) accoppiati. Quindi, se di piometra si è trattato, bisognerebbe chiedersi se Le è stata mai consigliata la sterilizzazione precoce della Sua cagna od un accoppiamento regolare.
Se invece non si trattava di piometra, il rispetto dell'iter diagnostico base suddetto avrebbe consentito una giusta diagnosi ed una appropriata terapia.
Le sono vicino.
Cordiali saluti




105 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 27 Oct 2014 19:14:32 +0100
Mittente:  XXXXXXXXXXXXXXXXXXX
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Salve, sinceramente non è possibile esprimere un giudizio oggettivo in quanto la foto post operatoria (come già sottolineato) è contrastante con quelle relative all'esame autoptico.
In ogni caso che la "presunta" piometra andrebbe dimostrata tramite esame ecografico correlato possibilmente da esami del sangue, Le consiglio quindi di allegare la documentazione necessaria per una più approfondita analisi.
Purtroppo mi trovo d'accordo con il suo legale, l'unica cosa che Lei può fare per rendere giustizia a Lea è diffondere la notizia come già sta facendo.

Non resta che esprimere rammarico per quanto accaduto.
Specifico che abbiamo un programma gestionale con le cartelle cliniche dei pazienti e che il consenso informato lo utilizziamo regolarmente.
Per quanto riguarda una eventuale regolamentazione della materia, è certo che ce ne sarebbe bisogno.
Distinti saluti,
dr XXXXXXXXXXXXXXXXX


106 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 27 Oct 2014 21:31:03 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Gentile sig Marchi sono a conoscenza della triste vicenda e ho letto ciò che pubblica sulla pagina Facebook. Se ritiene che la mia opinione sul suo caso possa avere un significato, la invito a chiamarmi per vederci presso il mio ambulatorio.
Sulle considerazioni riguardo le tenuta di schede cliniche consenso informato e esercizio dell IVA sulla prestazione veterinaria sono tematiche discusse quotidianamente all interno della categoria.
Un saluto.
xxxxxxxxxxxx


107 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 28 Oct 2014 13:56:56 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

per formarmi un opinione avrei bisogno di più informazioni, ad esempio: quanto tempo dopo l'intervento è avvenuto il decesso di Lola? Sono state riscontrate lesioni che spieghino il decesso?
A prescindere da questo, le sono comunque vicino per la sua perdita e il suo dolore, che comprendo appieno, avendo anch'io cani e gatti , che fanno parte della mia famiglia.
Per risponderle, io sono uso far firmare un consenso informato, prima dell'intervento e dopo aver effettivamente dedicato del tempo all'informazione; tengo cartelle critiche per i miei pazienti; non ritengo che si sia o si diventi seri e responsabili "per legge", come peraltro la sanità umana a volte purtroppo dimostra.
Se mi darà in formazioni in seguito, sarò lieto di risponderle.
Cordiali saluti


108 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Thu, 30 Oct 2014 16:46:40 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxixxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Buonasera mi dispiace molto della morte del suo cane.
Capire i particolari non serve purtroppo a ridarle il suo cane ma non ho proprio compreso quanto sia accaduto.
Non avendo trovato un allegato con l'anamnesi, come mai è deceduta la sua cagna, essendo la endometrite cistico follicolare una patologia che presa in tempo non porta a morte quasi mai? e secondo se era stata sterilizzata come mai aveva l'utero? mi scuso per le mie domande banali, forse non ho ricevuto tutto il materiale informativo da lei spedito ?
Cordiali saluti.




109 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 21 Oct 2014 18:49:53 +0200
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Sono stati asportati i corni uterini e non il corpo, cosa assai frequente.

La piometra è patologia molto grave e potenzialmente mortale se non si interviene tempestivamente. Quanto tempo dopo l'intervento è morta?
Condoglianze per la perdita irreparabile.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx


110 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Tue, 21 Oct 2014 09:44:28 +0200 (CEST)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com


Gentile Sig. Marchi , prima di tutto volevo esprimerle il mio dispiacere per quanto è accaduto alla sua cagnolina e a lei .
Effettivamente riscontro anche io una discrepanza tra le due foto  , ma per darle un parere dovrei saperne di più .


111 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 20 Oct 2014 19:39:43 +0200
Mittente:  Dr. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Egr. Sig. Marchi, ho letto con attenzione la sua mail , ma non ho compreso bene se i colleghi hanno diagnosticato una piometra, e se in seguito a questa diagnosi hanno giustamente effettuato un intervento di ovarioisterectomia. L’errore di una diversa foto è possibile, ma se la sua Lea era affetta da piometra, era opportuno effettuare una asportazione totale di utero e ovaie, che dal reperto autoptico sembra non essere stata effettuata.
Cordiali saluti


112 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  R: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 22 Oct 2014 17:10:19 +0200 (CEST)
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxxxxx
A:  maipiucomelea@gmail.com

CHIARAMENTE LA PARTE DELL'UTERO ASPORTATO ED IL MONCONE RESIDUO NON APPARTENGONO ALLA STESSA CAGNA, IL MONCONE RESIDUO E' ECCESSIVO , L'ASPORTAZIONE DEVE ESSERE FATTA A LIVELLO DELLA CERVICE . NON SO' COSA POSSA ESSERE SUCCESSO, NEL MIGLIORE DEI CASI NON C'E' NE' TRASPARENZA NE' INFORMAZIONE VERSO IL PROPRIETARIO. HA TUTTA LA MIA SOLIDARIETA'. MI DISPIACE MOLTO PER LEI E PER LA SUA CAGNETTA.


113 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Wed, 22 Oct 2014 19:39:02 +0200
Mittente:  xxxxx xx xxxxxxx <xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx>
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

La foto 1 si riferisce ad un utero certamente non normale.
la sua Lea aveva una patologia particolare all'utero? È stato informato dei rischi? Ha fatto fare gli accertamenti preoperatori? In letteratura è previsto addirittura di lasciare tutte le corna!!!!! È stata accertata la causa della morte? Un animale non muore se si lasciano o meno alcuni cm di corna! Forse è troppo azzardata l'accusa. Comunque anche solo per conoscenza per capire il caso sarebbe utile avere le info che le ho chiesto.





114 -------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto:  Re: una riflessione sulla malasanità veterinaria
Data:  Mon, 27 Oct 2014 10:15:24 +0100
Mittente:  xxxxxxxxxxxxxxx
A:  Mai più come Lea <maipiucomelea@gmail.com>

Cosa dire? sicuramente le foto non appartengono allo stesso cane, infatti nella foto consegnataLe c'è la biforcazione uterina (in basso a sx) così come in quella dell'esame autoptico.
Penso che con la pubblicità negativa Lei raggiungerà uno scopo ben maggiore dell'eventuale risarcimento.
Mi spiace per Lei e per la sua cagnetta.
xxxxxxx xxxxxxxxx



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